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*loading* astratte entita` hanno varcato questa soglia..


martedì, 28 febbraio 2006

oslo another report

Che bello andare a lavorare a -10° mentre nevica
28022006(003)28022006(002)



























Mi sento un mix fra un marine,un soldato napoleonico e un povero metalmeccanico immigrato.
(pure un po' ambrogio fogar eh)

postato da: soreno alle ore 22:05 | link | commenti (5)
categorie: viaggi, deliripersonali
domenica, 26 febbraio 2006

Oslo Report

Nel digerire la megapizza gigante (#36) mangiata a pranzo salgono su,
insieme all'aria,alcune riflessioni..
Domenica,giornata di riposo,di gite,di stacco..attiva e fredda la prima parte,
sonnacchiosa e febricitatamente teporosa la seconda.
Stamattina ho fatto il ragazzo cu(r)turale e me ne sono andato in giro
per musei!Son stato al  Norwegian Musesum of Cultural History,
praticamente un'area abbastanza ampia che racchiude un paio di musei
di stampo fotografico ed etnologico,piu' una ricostruzione della vecchia Oslo.
Difatti questa citta', essendo costruita tutta in legno e' stata soggetta a svariati incendi,
l'odierna Oslo avra' un secolo o poco piu',sebbene sia vecchia piu' di 1000.

E insomma bella gita,fredda,faceva -2 o -3..Quello che mi ha spinto ad andare
in quest'area e' stata una Stave Church..Le Stave Church sono chiese costruite
INTERAMENTE in legno,risalgono tipo all'anno 1000..e son state costruite dai missionari..
ne rimangono solo 28,dati gli incendi di cui sopra..Bhe',veramente affascinante,
solo quella valeva il prezzo del biglietto..
Mi sono sentito un po'(e non e' la prima volta dopo il viaggio a caponord)come Nicola
il protagonista della meglio gioventu'..
(filosof mode on:strano che molte volte diciamo mi sembra di essere in un film,o che
assomigliamo a qualche attore,quando sono gli attori ed i film che imitano la realta'..)

Ci sono delle cose che vanno fatte..vedere questa chiesa era una di queste
e non chiedetemi il perche'..lo ignoro.

Per rendervi ancora piu' partecipi eccola qui:
(l'esserino grigio/nero,con l'ombra che gli cade PRECISAMENTE addosso,sono io)
stavedchurchme
stavedparticolare































L'odore del legno poi era spettacolare,come si diceva ieri a cena,il legno,
a differenza di altri materiali,e' vivo..si muove,cresce,emana odori e se ne impregna..

Che altro..Ho visto un po' di locali,sono entrato per la prima volta nella mia vita in
un hard rock cafe'...e venerdi' sera anche e' stato molto *molto* divertente...;-)
Ma rimango fedele al motto "quello che succede nel Miglio rimane nel Miglio"
quindi sigillo col silenzio..

Affiorano dal profondo puntine di nostalgia e primi cambiamenti generati dallo
shock addizionale
che mi sono provocato...ma un po' di musica e un the caldo li acquietano.
(e non mi sto riferendo alla pizza...)

postato da: soreno alle ore 18:18 | link | commenti (4)
categorie: viaggi, deliripersonali
venerdì, 24 febbraio 2006

oslo update.

Ny Mappe sta per NUOVA CARTELLA in norvegese.

Pranzano alle 11.30.

Non hanno il bide'.

L'acqua e' gialla (si e' gialla).Spero sia potabile.

Non e' vero che non ci sono barboni perche' sono ricchi.Semplicemente i barboni muoiono di freddo.

Ogni volta che annuiscono fanno un suono gutturale,tip AHHhhhFGGH che sembra che stanno per morirti ora.
All'inizio pensavo fosse un tic nervoso,ora mi accorgo che e' un costume sociale.

postato da: soreno alle ore 09:50 | link | commenti (2)
categorie: viaggi, deliripersonali
giovedì, 23 febbraio 2006

Norway,all my troubles seems so far away...

Anche se,a dire il vero,quello che sto sentendo al momento sono i crash test dummies..alternati agli imogen heap
Un po' di impressioni a nastro..tante,troppe,il discorso e' frastagliato...

Clima / Geografia / Sociocazzate
Non fa cosi' freddo come dicono qui ad Oslo,almeno non oggi..stasera c'erano 8 gradi..ed e' una piccola svizzera..
le cose costano una cifra,hamburger + birra 30 euro!La gente sembra molto ospitale,tranquilla..troppo..imho...nasconde
un lato oscuro.

Luogo di lavoro:
Onesto,lavorano in modo molto piu' umano di noi..se la prendono calma.Finora non ho visto neanche uno in giacca
e cravatta..C'e' una saletta apposita per fumare,con un aspiratore che succhia il fumo e le cicche.Vicino c'e' una minicucina
con frigorifero e macchinetta del caffe'.Sotto c'e' addirittura la palestra!A me,piccolo e nero,che sembro calimero,
mi guardano concuriosita' mista a stupore.
Il posto e' un po' lontano dall'albergo,almeno 30 minuti di metro..ed appena scendi alla stazione,Romnen, ti trovi in mezzo alla brughiera...tutta neve,
minimo mezzo metro.E non e' difficile incontrare sulla metro persone con sci..infatti la metro(che sono 5(!) linee per una citta' piccolissima,
di 500.000 abitanti)arriva fino ai campi da sci.

Vi risparmio quello che si mangiano..e lo delego ad un'altro post,magari ci aggiungo qualche foto.

Ora letto,domani sveglia alle 7,si lavora...

(his hair had turned from black to bright white)

postato da: soreno alle ore 22:09 | link | commenti
categorie: viaggi, deliripersonali
martedì, 21 febbraio 2006

E me ne andavo da quella Roma addormentata, da quella Roma puttanona, borghese, fascistoide, quella Roma del volemose bene, annamo avanti, quella Roma delle pizzerie, delle latterie, dei sali e tabacchi, degli erbaggi e frutta, quella Roma dei mostaccioli e caramelle, dei supplì, dei lupini, dei maritozzi colla panna, senza panna, delle mosciarelle...

Me ne andavo da quella Roma dei pizzicaroli, dei portieri, dei casini, dei casini, delle approssimazioni, degli imbrogli, degli appuntamenti ai quali non si arriva mai puntuali, dei pagamenti che non vengono effettuati, quella Roma dei funzionari dei ministeri, degli impiegati, dei bancari, quella Roma dove le domande erano sempre già chiuse, dove ce voleva 'na raccomandazione...

Me ne andavo da quella Roma dei pisciatoi, dei vespasiani, delle fontanelle, degli ex-voto, quella Roma della circolare destra e della circolare sinistra, delle mille chiese, delle cattedrali fuori le mura, dentro le mura, quella Roma delle suore, dei frati, dei preti, dei gatti...

Me ne andavo da quella Roma degli attici colla vista, la Roma di piazza Bologna, di Via Veneto, di via Gregoriana, quella dannunziana, quella eterna, quella di giorno, quella di notte, quella turistica, la Roma dell'orchestrina a piazza Esedra, la Roma di Propaganda Fide, la Roma fascista di Piacentini...

Me ne andavo da quella Roma che ci invidiano tutti, la Roma caput mundi, del Colosseo, dei Fori imperiali, di piazza Venezia, dell'Altare della patria, dell'Università di Roma, quella Roma sempre col sole estate e inverno, quella Roma ch'è meglio di Milano...

Me ne andavo da quella Roma dove la gente orinava per le strade, quella Roma fetente e impiegatizia, dei mille bottegai, de Iannetti, di Gucci, di Ventrella, di Bulgari, di Schostal, di Carmignani, di Avegna, quella Roma dove non c'è lavoro, dove non c'è 'na lira, quella Roma der còre de Roma...

Me ne andavo da quella Roma della Banca Commerciale Italiana, del Monte di Pietà, di ...chi cazzo, di campo de' Fiori, di Piazza Navona, quella Roma che c'hai 'na sigaretta, e prestame cento lire, quella Roma del Coni, del Concorso ippico, quella Roma del Foro che portava e porta ancora il nome di Mussolini, me n'andavo da quella Roma di merda!

Mamma Roma! Addio!
---
Remo Remotti

postato da: soreno alle ore 12:19 | link | commenti (2)
categorie: arte, deliripersonali
lunedì, 20 febbraio 2006

tulipa ao vento


KHORAKHANE
(Anime Salve - 1996)

Il cuore rallenta la testa cammina
in quel pozzo di piscio e cemento
a quel campo strappato dal vento
a forza di essere vento

Porto il nome di tutti i battesimi
ogni nome il sigillo di un lasciapassare
per un guado,una terra,una nuvola,un canto
un diamante nascosto nel pane
per un solo dolcissimo umore del sangue
per la stessa ragione del viaggio viaggiare

Il cuore rallenta la testa cammina
in un buio di giostre in disuso
qualche rom sì è fermato italiano
come un rame a imbrunire su un muro

Saper leggere il libro del mondo
con parole cangianti e nessuna scrittura
nei sentieri costretti in un palmo di mano
i segreti che fanno paura
finché un uomo ti incontra e non si riconosce
e ogni terra si accende e si arrende la pace

I figli cadevano dal calendario
Yugoslavia Polonia Ungheria
i soldati prendevano tutti
e tutti buttavano via

E poi Mirka a San Giorgio di maggio
tra le fiamme dei fiori a ridere a bere
e un sollievo di lacrime a invadere gli occhi
e dagli occhi cadere

Ora alzatevi spose bambine
che è venuto il tempo di andare
con le vene celesti dei polsi
anche oggi si va a caritare

E se questo vuol dire rubare
questo filo di pane tra miseria e fortuna

allo specchio di questa kampina
ai miei occhi limpidi come un addio
lo può dire soltanto chi sa di raccogliere in bocca
il punto di vista di Dio

Cvava sero po tute (poserò la testa sulla tua spalla)
i kerava
(e farò)
jek sano ot mon
(un sogno di mare)
i taha jek iak kon kasta (e domani un fuoco di legna)
vasu ti baro nebo (perché l'aria azzurra)
avi ker (diventi casa)

Kon ovla so mutavla (chi sarà a raccontare)
kon ovla (chi sarà)
ovla kon ascovi (sarà chi rimane)
me gava palan ladi (io seguirò questo migrare)
me gava (seguirò)
palan bura ot croiuti (questa corrente di ali)

---
Fabrizio De Andre'


postato da: soreno alle ore 12:47 | link | commenti (2)
categorie: musica, deliripersonali
sabato, 18 febbraio 2006

Ci sono luoghi sfrontati che si mettono in mostra, amano stare ben in vista, bruciarsi alla luce del sole. Altri sono riservati, stanno nascosti, al riparo degli sguardi. Non per questo sono meno reali o l'incontrarli risulta meno fruttuoso. Anzi, a volte lo stare appartati affina i pregi e stempera i difetti. L'esposizione eccessiva agli incontri indurisce la zona di contatto, come lo sfregamento rende callosa la pelle. Lungo la Via Francigena andiamo in cerca di qualcosa di celato, come fosse un tesoro. E contiamo di trovarlo.

Sergio Valzania, direttore Programmi Radio Rai

postato da: soreno alle ore 02:40 | link | commenti
categorie:
martedì, 14 febbraio 2006

Va bene cominciamo
che prima concludiamo
e prima posso andare via
non è per contestare, ma
la storia di cui dovrei parlare
e raccontare
già da molto non è più la mia

Dov'è che ci siamo già visti

non ti inquadro...
eri anche tu coi sandinisti
o facevi teatro

Comunque procediamo
lo so, ti sembro strano
ma sono gli anni, il vino e la miopia
che poi non è che beva molto
e qualche volto ancora lo ricordo
e non ingrasso
non sono sordo
e ho ancora molta, molta fantasia

Bisogna essere ottimisti
fino in fondo
perché potrebbe essere domani
la fine del mondo

Quante lacrime mi dai
ne dimostro di meno

non avevo pianto mai ...
prima di essere un uomo...

(Anticamente ricordo di avere pensato che il mondo potesse comprendersi tutto in un solo momento e vivevo contento di averlo compreso)
ultimamente, piuttosto,considero tutta la vita un gelato, che viene leccato da tutte le lingue del mondo schifato, ma ancora goloso

Bisogna essere ottimisti
fino in fondo
perché potrebbe essere domani
la fine del mondo

Quante lacrime mi dai
ne dimostro di meno

non avevo pianto mai...
prima di essere un uomo...

Va bene cominciamo
che prima concludiamo
e prima posso andare via....
---
Daniele Silvestri,Prima di essere un uomo
(and tri..)

postato da: soreno alle ore 21:45 | link | commenti (4)
categorie: musica
lunedì, 13 febbraio 2006

-=[CIU]=-

22.9.1991
Un giorno come tanti ma non certo per qualcuno
qualcuno che da giorni mesi anni sta lottando
contro chi di questo stato na gabbia sta facendo
reprimendo ascolta dico reprimendo
chi da solo denuncia e combatte sti fetiente
e sa bene che significa emarginazione
esattamente quanto costa amare un centro sociale
Officina 99......

Curre curre guagliò
Curre curre guagliò
Curre curre guagliò
Curre curre guagliò
Curre curre guagliò
Curre curre guagliò
Curre curre guagliò
Curre curre guagliò

Siente sti parole d'odio e pure d'ammore
si nu scatto di manette strette ai polsi dentro a un cellulare
guagliò
fa più rumore nel tuo cuore di un comizio elettorale
guagliò
si nu bisogno soddisfatto sei sicuro non ti puoi sbagliare
guagliò
vale cchiù 'e na bella giacca c' 'o telefonino cellulare
guagliò
allora è chisto 'o mumento e tu l'he 'a superà
ca te piace o t'allamiente e 'o mumento d'occupà

Curre curre guagliò
Curre curre guagliò
Curre curre guagliò
Curre curre guagliò
Curre curre guagliò
Curre curre guagliò
Curre curre guagliò
Curre curre guagliò

Si può vivere una vita intera come sbirri di frontiera
in un paese neutrale, anni persi ad aspettare
qualcosa qualcuno la sorte o perché no la morte
ma la tranquillità tanta cura per trovarla
sì la stabilità un onesto stare a galla
è di una fragilità guagliò
è di una fragilità guagliò
forse un tossico che muore proprio sotto al tuo balcone
forse un inaspettato aumento d' 'o pesone
forse nu licenziamento in tronco d' 'o padrone
forse na risata 'nfaccia 'e nu carabiniere
non so bene non so dire dove nasca quel calore
ma so che brucia, arde e freme
trasforma la tua vita no tu non lo puoi spiegare
una sorta di apparente illogicità
ti fa vivere una vita che per altri è assurdità
ma tu fai la cosa giusta te l'ha detto quel calore
ti brucia in petto è odio mosso da amore
da amore guagliò

Curre curre guagliò
Curre curre guagliò
Curre curre guagliò
Curre curre guagliò
Curre curre guagliò
Curre curre guagliò
Curre curre guagliò
Curre curre guagliò

Tanta mazzate pigliate
Tanta mazzate pigliate
Tanta mazzate ma tanta mazzate
Ma tanta mazzate pigliate
Tanta mazzate pigliate
Tanta mazzate pigliate
Tanta mazzate ma tanta mazzate
ma una bona l'ammo data
è nato è nato è nato
n'atu centro sociale occupato
n'atu centro sociale occupato
e mò c' 'o cazzo ce cacciate
è nato è nato è nato
n'atu centro sociale occupato
n'atu centro sociale occupato
e mò c' 'o cazzo ce cacciate

Curre curre guagliò
Curre curre guagliò
Curre curre guagliò
Curre curre guagliò
Curre curre guagliò
Curre curre guagliò
Curre curre guagliò
Curre curre guagliò

Pecché primma mettite 'e bombe e po' 'o vulite a me
e me mettite 'e mane 'ncuollo si ve chied' 'o pecché
mammà 'e guardie a casa s'avette 'a veré
e nu spazio popolare nun è buono pecché
pecché è controculturale o ammacaro pecché
rompe 'o cazz' a troppa gente si ma allora pecché
tu me può rompere 'o cazzo e no i' pure a tte
me se 'ntosta 'a nervatura e 'o saccio buono pecché
pecché me so' rutt' 'o cazzo pure sulo 'e te veré
figurammece a sentì' che tiene 'a ricere a me
strunzate 'e quarant'anne 'e potere pecché
pecché 'a gente tene famme e se fa strunzià' 'a te
e tu me manne 'o celerino ca me sgombera a me
ma nun basta 'o manganiello mo' t' 'o dico oi né
pecché nun me faje cchiù male aggio 'mparato a caré'

Curre curre guagliò
Curre curre guagliò
Curre curre guagliò
Curre curre guagliò
Curre curre guagliò
Curre curre guagliò
Curre curre guagliò
Curre curre guagliò

Curre curre guagliò
Curre curre guagliò
Curre curre guagliò
Curre curre guagliò
Curre curre guagliò
Curre curre guagliò
Curre curre guagliò
Curre curre guagliò

---
99 Posse,Curre Curre guagliò

postato da: soreno alle ore 11:39 | link | commenti (2)
categorie: musica, politica, deliripersonali

-=[UAN]=-

Si discuteva sui problemi dello stato si ando' a finire sull'hashish legalizzato e casa mia sembrava quasi un parlamente erano in 15 ma mi parevan 100 io che dicevo bhe' ragazzi andiamo piano il vizio non e' stato mai un partito sano e il piu' ribelle mi rispose un po' stonato e in canzonetta lui mi rispose cosi' che bello 2 amici una chitarra e uno spinello e una ragazza giusta che ci sta e tutto il resto dite che importanza ha..che bello se piove porteremo anche l'ombrello e in giro per le vie della citta' per 2 boccate di felicita'..

ma L'OPINIONE DISSI IO NON LA CONTATE!?e che reputazione dite un po' vi fate
la gente GIUDICA voi state un po' in campana ma quello invece di ascoltarmi continuo'
che bello col Pakistano nero e coll'ombrello e una ragazza giusta che ci sta il resto che importanza ha...
cosi' di casa li cacciai senza ritegno senza badare a chi mi palesava sdegno li accompagnai per strada e chiuso ogni sportello tornai in cucina e frai barattoli uno che.....
che bello....col giradischi acceso e lo spinello...no nsara' stato giusto si lo so ma in 15 eravamo troppi no??
e questa amici miei e UNA STORIA DISONESTA,e puoi cambiarci i personaggi ma...quanta politica ci puoi trovar...
lalaaaaalalalalalalaaa...
lalalalalalalaaaalalala..
---
Stefano Rosso,Una storia Disonesta

postato da: soreno alle ore 11:31 | link | commenti
categorie: musica, deliripersonali